il valore
dell’oro verde

Circa 1.500 ettari di giardini, come un tempo venivano chiamati i bergamotteti, su poco più di 100 chilometri di costa: siamo nella punta dello stivale, da Villa San Giovanni fino a Monasterace, il Comune più a Nord della fascia jonica reggina.
Sarà per il microclima “tropicale temperato umido”, sarà per la presenza delle fiumare, i corsi d’acqua che caratterizzano la zona, sarà per lo scirocco che garantisce piogge abbondanti d’inverno e caldo umido d’estate, sarà per i terreni ricchi di sostanze minerali, sarà per l’esposizione a sud dell’intera area, sarà per tante altre ragioni, ma un dato è certo: la pianta di bergamotto fruttifica in modo eccellente solo nella provincia di Reggio Calabria, da cui proviene circa il 95% della produzione mondiale, con circa 200 mila quintali di bergamotto all’anno.

Lasciando da parte la storia e le ipotesi sulle origini del nome – anche se siamo affascinati da Beg Armudi, “pero del signore” in turco -, cerchiamo di conoscere un po’ più a fondo questo agrume appartenente alla famiglia delle Rutacee e denominato scientificamente Citrus bergamia.

La pianta, alta dai 3 ai 4 metri, sempreverde, con tronco dritto, corteccia grigiastra, foglie lanceolate verde intenso lucido, fruttifica per 40/50 anni. Tre i cultivar del bergamotto: Fantastico, il più diffuso con il 75% della produzione, con frutti con forma simile alla pera, che si raccolgono a cavallo tra novembre e dicembre; il Femminello, con frutti quasi sempre perfettamente sferici e molto lisci, buccia sottile e molto aromatica, che si raccolgono a ottobre; il Castagnaro, con frutti meno sferici, più grossi e rugosi, da raccogliere a novembre.

Fino a qualche anno fa la coltivazione del bergamotto era finalizzata alla produzione della sua essenza, elemento base dell’industria profumiera: fissa il bouquet aromatico dei profumi esaltando l’aroma delle altre essenze. Anche l’utilizzo degli altri derivati orbitava intorno alla cosmesi: l’olio essenziale di bergamotto stimola l’abbronzatura, è utilizzato nella produzione di dentifrici, sali da bagno, lozioni, deodoranti.
Ma già dai tempi antichi si conoscevano le grandissime proprietà curative del bergamotto: il succo veniva utilizzato come vermifugo, antisettico e cicatrizzante delle piaghe, la pectina estratta dalla buccia come anti diarroico e emostatico.
Negli ultimi decenni, grazie alla ricerca scientifica, si è trovato il modo di lasciare intatti i principi attivi per utilizzare i derivati del bergamotto, a partire dai polifenoli, per regolare colesterolo, glicemia, trigliceridi, tanto per fare qualche esempio. Il bergamotto è un alleato preziosissimo della salute: per questa ragione è uno dei fulcri della nutraceutica e sono sempre più utilizzati i prodotti contenenti i suoi principi attivi.
Da qualche anno il bergamotto è entrato anche in cucina: l’Accademia del Bergamotto cura la diffusione della gastronomia con l’impiego del prezioso agrume.


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