I prodotti naturali di bergamotto sradicano le cellule staminali cancerose (CSC)

Secondo lo studio pubblicato il 18 marzo 2018 una miscela di Brutieridina e Melitidina, chiamata “BMF”, ha una proprietà simile alla statina, che blocca l’azione dell’enzima limitante della velocità per la biosintesi del mevalonato. I risultati indicano inoltre che BMF inibisce funzionalmente diverse caratteristiche chiave delle CSC. Più specificamente, BMF ha ridotto l’attività di ALDH, ha ostruito la formazione di mammosfera e ha inibito l’attivazione delle vie di segnalazione associate a CSC. Inoltre, BMF ha inibito metabolicamente la respirazione mitocondriale (OXPHOS) e l’ossidazione degli acidi grassi (FAO). È importante sottolineare che BMF non ha mostrato gli stessi effetti collaterali tossici nei fibroblasti normali osservati con le statine. Infine, lo studio dimostra che l’alta espressione delle specie di mRNA che codificano HMGR è associata a scarso outcome clinico nei pazienti con cancro mammario, fornendo un potenziale compagno diagnostico per la terapia personalizzata diretta con BMF.

La frazione flavonoide del succo di bergamotto riduce la risposta infiammatoria indotta da LPS

Lo studio pubblicato l’8 aprile 2014 spiega che i polifenoli vegetali esercitano attività antinfiammatoria sia attraverso effetti antiossidanti, sia attraverso la modulazione di geni proinfiammatori cardine. Recentemente il bergamotto è stato studiato come fonte naturale di molecole bioattive con attività antiossidante, ma pochi studi si sono concentrati sui meccanismi molecolari alla base dei loro potenziali benefici effetti. Diversi risultati hanno suggerito che i polifenoli potrebbero influenzare la funzione cellulare agendo come attivatori di SIRT1. Sulla base di queste osservazioni sono stati studiati gli effetti anti-infiammatori prodotti dalla frazione flavonoide del succo di bergamotto, “BJe”: i risultati suggeriscono che potrebbe essere utile per lo sviluppo di strategie farmacologiche alternative.